Zona Quattro Canti
(distanza 500 mt.)


Mappa Cattedrale e Palazzo dei Normanni Palermo

Proseguendo per Corso Vittorio Emanuele e percorrendo circa 500 mt. dallo Scalino del Cardinale si arriva ai Quattro Canti, il centro geografico della città, dove è possibile soffermarsi a Piazza Pretoria e Piazza Bellini. Salendo poi per via del Ponticello si giunge a Piazza Casa Professa, e all'omonima chiesa Barocca. A 100 mt ancora il mercato di Ballarò e quindi l'ingresso al quartiere dell'Albergheria.

01 Quattro Canti
Chiamata anche “Teatro del Sole”, questa piazza rappresenta una vera rivoluzione del pensiero urbanistico. Voluta dal vicerè spagnolo marchese di Villena e progettata dall’architetto e ingegnere romano Giulio Lasso, simboleggia con quattro statue poste al di sopra di altrettante vasche in marmo, le quattro stagioni. Nella parte superiore quattro statue raffigurano i re spagnoli e al livello più alto le Sante care al popolo palermitano.

02 Piazza Pretoria
Lungo la via Maqueda, a pochi passi, la piazza Pretoria rappresenta un altro esempio di quella nuova tendenza che animò l’architettura del XVI secolo. La fontana, posta centralmente rispetto alla piazza, fu acquistata dal Senato palermitano dai Toledo, a Firenze, che a loro volta avevano dato incarico a Camilliani e Michelangelo Naccherino di realizzare questa splendida opera scultorea per decorare la loro residenza. Il carattere monumentale della piazza è dato dalla presenza degli imponenti edifici e delle solenni chiese che la circondano.
Sul lato meridionale della piazza, con la sua massa quadrangolare, squadrata, fa da quinta il Palazzo del Comune conosciuto anche come Palazzo della Aquile. Rifatto interamente nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Damiani Almeyda, hanno acquisito un rigida simmetria sia la facciata che il suo interno.


03 Chiesa di S. Giuseppe dei Teatini
La ricerca seicentesca del solenne, del grandioso trova in questa chiesa una meravigliosa interpretazione. La facciata principale sul corso Vittorio Emanuele, a ridosso della piazza Villena, riprende con la grande massa in movimento i canoni dell’architettura barocca. All’interno le altissime colonne marmoree la dividono, con un dinamico ritmo, in tre navate rivestite di marmo disposto con sobria sapienza. La volta che corre lungo la navata centrale è interamente decorata con variopinti affreschi, oggi quasi interamente rifatti.

04 Piazza Bellini
Comunicante attraverso uno stretto e corto vicolo con la piazza Pretoria, questo spazio, dedicato ad un genio della musica italiana, accoglie diversi e fondamentali monumenti risalenti ad epoche diverse. Su un lato della piazza, anticamente chiamata il Piano della Corte in quanto vi era ubicato l’ingresso del Palazzo Senatorio, sorge il Teatro Carolino. Edificato nei primi anni dell’Ottocento e per lungo tempo il teatro più frequentato della città, nel 1860 venne dedicato al grande musicista catanese Vincenzo Bellini. Dopo il devastante incendio del 1964, è stato riaperto solo nel 2001 diventando sede particolarmente suggestiva della programmazione del Teatro Biondo Stabile di Palermo.

05 Chiesa di S. Caterina
La Chiesa di Santa Caterina, esternamente di chiara fattura manierista, nasconde un interno degno di essere ammirato quale grandioso esempio di arte barocca siciliana. La migrazione, soprattutto dei religiosi, verso Roma introdusse nella città nuove esperienze che, fondendosi con la concezione siciliana dell’arte diedero vita a quel periodo di grande fervore di cui questa chiesa è splendida testimonianza.

06 La Martorana
La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, conosciuta come Chiesa della Martorana, fu edificata nel 1143 dal grande ammiraglio di re Ruggero, Giorgio Antiochieno. Si trova inglobata tra più recenti costruzioni ed a causa degli evidenti interventi subiti in età barocca ha perso la sua originale conformazione ed in parte i decori tipici in stile arabo-normanno.

07 Casa Professa
La chiesa fu iniziata nel 1564 sulle rovine di altre chiese e terminata nel 1630 dai padri gesuiti che in quel periodo godevano della stima e dell’appoggio del viceregno spagnolo. La facciata rinascimentale si presenta ordinata, sobria, mentre all’interno un manto decorativo in stile barocco si estende ininterrottamente su tutte le pareti. Il restauro effettuato dopo i bombardamenti dell’ultima guerra ha comunque mantenuto quasi intatta la conformazione originaria e la pregevole decorazione interna.
Intarsi in marmo, stucchi e sculture riempiono l’interno in un unico gioco di luce. Intere generazioni di Gesuiti per circa due secoli hanno minuziosamente lavorato alla realizzazione di questa fastosa decorazione, realizzando infinite composizioni e raffigurazioni di putti, animali, piante, uomini, tutti parte di un unico decoro. La volta, con i suoi vivaci affreschi, completa la policromia dell’ornamento concorrendo a quella che sarà definita l’architettura gesuitica.

08 Mercato di Ballarò
Nel cuore dello stesso quartiere degradato, denominato l’Albergheria, ogni giorno si organizza il tradizionale mercato alimentare di Ballarò. Relativamente all’origine della denominazione della piazza e del mercato, tra le tante versioni sostenute si ritiene più verosimile quella che asserisce derivi dall’arabo balalah, ovverosia confusione.
Certo è, comunque, che la tradizione siciliana del mercato, affonda le sue radici nella cultura araba. Gli spazi angusti popolati da fiumi di persone, accalcate tra innumerevoli bancarelle e assordate dalle grida dei venditori, sono costanti che risalgono al periodo in cui gli arabi commerciavano in spezie con le Indie. Oggi vi si trovano
alimenti di ogni genere, in prevalenza prodotti locali e specialità tipiche siciliane messi in mostra su bancarelle che invadono la piazza.

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