Zona Cattedrale
e Palazzo Reale
(distanza 1,5 km)
Proseguendo per Corso Vittorio
Emanuele ed oltrepassando i Quattro Canti, si
percorre circa km 1,5 e si arriva alla zona
della Cattedrale di Palermo e del Palazzo Reale,
fino a Porta Nuova e Piazza Indipendenza.
01 Cattedrale
La Cattedrale di Palermo
è un grandioso complesso architettonico
composto in diversi stili, dovuti alle varie
fasi di costruzione.
Eretta nel
1185 dall'arcivescovo Gualtiero Offamilio sull'area
della prima basilica che i Saraceni avevano
trasformato in moschea, ha subito nel corso
dei secoli vari rimaneggiamenti; l'ultimo è
stato alla fine del Settecento, quando, in occasione
del consolidamento strutturale, si rifece radicalmente
l'interno su progetto di Ferdinando Fuga.
02
Palazzo Sclafani
Posto sull’angolo
orientale, pro-spiciente la piazza San Giovanni
Decollato, il Palazzo Sclafani rappresenta un
raro esempio di architettura civile in stile
tardo normanno. Si narra che fu costruito in
meno di un anno dal potente feudatario Matteo
Sclafani, per umiliare il cognato Manfredi Chiaramonte,
pro-prietario dell’imponente Palazzo Steri.
Lo splendido edificio terminato nel 1330 fu
adibito ad ospedale durante il periodo spagnolo
e successivamente trasformato in caserma.
03 Porta Nuova
La Porta Nuova, edificata
nel 1583 al posto di una precedente chiamata
Porta del Sole, segna l’estremità
settentrionale del Cassaro e lo inquadra in
una prospettiva il cui punto di fuga oltrepassa
Porta Felice e termina a mare. La costruzione,
deli-berata dal Senato cittadino per celebrare
il rientro dell’impe-ratore Carlo V, reduce
dalle vittorie africane, rievoca gli archi trionfali
romani in chiave stilistica tardo rinascimentale.
La parte esterna è decorata con quattro
grandi statue allegoriche raffiguranti mori
prigionieri, due con le mani incrociate e due
con le braccia mozze.
04
Palazzo Reale o Palazzo dei Normanni
Sul finire dell’anno
Mille, i Normanni ampliarono una preesistente
fortezza araba, a sua volta edificata sui resti
del centro abitativo romano, e ne fecero la
loro residenza. Erano affascinati dalla cultura
araba a tal punto che, per la realizzazione
di chiese e palazzi, si servirono di maestranze
e persino di architetti arabi, sortendo quel
risultato estetico che oggi viene definito stile
arabo-normanno.
Il prospetto su piazza Vittoria risale al 1555
quando i vicerè spagnoli fecero ristrutturare
integralmente l’intero edificio, caduto
in rovina dopo il declino della dominazione
sveva. Nello stesso periodo furono demolite
due delle quattro torri d’angolo e furono
realizzati il cortile Maqueda e il cortile pensile
della fontana. All’interno, l’irregolare
poligono del Palazzo è distribuito in
appartamenti, stanze e sale reali, movimentati
da giardini pensili, fontane, corsi d’acqua,
terrazzi e loggiati.
Oggi è sede del Parlamento siciliano.
05 Cappella
Palatina
Ubicata al primo piano del
PalazzoReale e dedicata da re Ruggero, nel 1132,
a San Pietro.
Ricco di decorazioni e iscrizioni arabe, questo
tempio cristiano è l’emblema dello
spirito illuminista dei re normanni.
Tra i mosaici che ricoprono la parte superiore
delle pareti, raffiguranti soggetti della storia
cristiana, risplende, nell’abside maggiore,
la grande figura benedicente del Cristo Pantocra-tore,
dove un iscrizione a caratteri greci ammonisce:
“Io sono la luce del mondo, chi segue
me non cammina fra le tenebre, ma avrà
la luce dalla vita”. E’ questo,
dunque, il simbolo del grande processo di integrazione
culturale operato dai re normanni che segnò
profondamente lo sviluppo della cultura palermitana.
06
Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti
Lo stesso re Ruggero fece
costruire nei pressi del Palazzo una piccola
chiesa che dedicò a San Giovanni. L’appellativo
“degli Eremiti” è probabilmente
dovuto alla vita eremitica prediletta dai Benedettini
che l’amministravano. Vicina al Palazzo
era pertanto considerata la seconda chiesa reale,
a tal punto che il suo abbate era contemporaneamente
consigliere della famiglia reale e cappellano
della Cappella Palatina dove si svolgevano le
reali funzioni ecclesiastiche.
Anche se il restauro operato verso la fine dell’ottocento
ne compromise la continuità stilistica,
restano mirabili il campanile e le tipiche cupole
emisferiche, elementi inconfondibili dell' autentico
stile arabo-normanno. Di pregevole fattura il
chiostro, realizzato successivamente, che si
integra compiutamente nell'organismo architettonico
originario.
|